NALADOR

Italia

Questo medicinale viene utilizzato per l'induzione dell'aborto (per indicazioni materne o fetali), per l'induzione del parto in caso di morte intrauterina del feto e per il trattamento dell'emorragia dopo il parto causata dalla mancanza di tono muscolare dell'utero.

Nome commerciale NALADOR
Forma farmaceutica Polvere per soluzione per infusione endovenosa
Principio attivo / Dosaggio
Tipo di ricetta Medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente in ambiente ospedaliero o in una struttura ad esso assimilabile
Codice ATC
Numero di registrazione 025998
NALADOR Polvere per soluzione per infusione endovenosa

Domande frequenti

Come viene somministrato Nalador?

Il farmaco viene somministrato esclusivamente da un ginecologo esperto in ambito ospedaliero tramite infusione endovenosa. La polvere deve essere sciolta in soluzione fisiologica e diluita immediatamente prima dell'uso.

Chi non può assumere questo farmaco?

Non deve essere assunto da chi è allergico ai componenti, soffre di asma, bronchite spastica, insufficienza cardiaca, grave ipertensione, problemi ai reni o al fegato, diabete scompensato, glaucoma, malattie della tiroide, infezioni ginecologiche acute, colite ulcerosa o ulcera gastrica in fase acuta, anemia falciforme o talassemia, o se ha subito interventi all'utero. È vietato l'uso per l'induzione del parto in presenza di un feto vivo.

Quali sono gli effetti collaterali di Nalador?

Tra gli effetti molto comuni si segnalano nausea e vomito. Altri effetti comuni includono febbre, aumento della temperatura corporea, diarrea, spasmi gastrici e diminuzione della pressione. Effetti meno comuni includono la rottura dell'utero, mentre tra quelli rari si annoverano sonnolenza, mal di testa, battito cardiaco rallentato, difficoltà respiratorie (dispnea), edema polmonare e aumento della pressione nelle arterie polmonari.

Ci sono farmaci con cui non bisogna fare combinazioni?

Nalador non deve essere usato insieme a metilergometrina, ossitocina (tranne in casi specifici di emorragia post-partum) e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Si sconsiglia inoltre l'uso combinato con altre prostaglandine.

Cosa succede se si assume una dose eccessiva?

In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva, è necessario avvertire immediatamente il medico o recarsi al più vicino ospedale. I sintomi possono includere difficoltà respiratorie, battito cardiaco rallentato, alterazioni della pressione sanguigna e contrazioni uterine eccessive.

È possibile allattare dopo l'uso del farmaco?

L'allattamento è consentito dopo 2-3 ore dalla fine dell'infusione.

Foglietto illustrativo

Foglio illustrativo: informazioni per il paziente

Nalador 0,5 mg polvere per soluzione per infusione

sulprostone
Legga attentamente questo foglio prima di ricevere questo medicinale perché contiene
importanti informazioni per lei.

  • Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.
  • Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico o all’infermiere.
  • Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i
  • sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.
  • Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio,
  • si rivolga al medico. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio:

  1. Cos’è Nalador e a cosa serve
  2. Cosa deve sapere prima di ricevere Nalador
  3. Come riceverà Nalador
  4. Possibili effetti indesiderati
  5. Come conservare Nalador
  6. Contenuto della confezione e altre informazioni

1. Cos’è Nalador e a cosa serve

Nalador è un medicinale che appartiene alla categoria terapeutica delle prostaglandine (sostanze che
inducono l’attività uterina e la maturazione del collo dell’utero).
Questo medicinale viene utilizzato per:
l’induzione dell'aborto (indicazioni materne o fetali);
l’induzione del parto in caso di morte intrauterina del feto;
il trattamento dell’emorragia dopo il parto (post-partum) da mancanza di tono muscolare
dell’utero (atonia uterina) (PPH).

2. Cosa deve sapere prima di ricevere Nalador

Non deve ricevere Nalador

  • Se è allergica al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
  • se soffre di asma bronchiale o bronchite spastica (infiammazione della mucosa dei bronchi caratterizzata da spasmi dei bronchi stessi);
  • se soffre di insufficienza cardiaca (anche senza segni di scompenso);
  • se ha una storia (anche familiare) di malattie dei vasi sanguigni (soprattutto dei vasi sanguigni del cuore (coronarici));
  • se soffre di grave ipertensione arteriosa (pressione del sangue alta);
  • se soffre di insufficienza epatica o renale (ridotta funzionalità del fegato o dei reni);
  • se ha diabete mellito scompensato (caratterizzato dall'elevata concentrazione di glucosio nel sangue);
  • se presenta affezioni cerebrali convulsivanti;
  • se ha glaucoma (aumento della pressione all’interno dell’occhio);
  • se soffre di tireotossicosi (eccesso di ormoni tiroidei in circolo);
  • se ha infezioni ginecologiche acute;
  • se soffre di colite ulcerosa o ulcera gastrica in fase acuta;
  • se soffre di anemia drepanocitica (malattia del sangue nota anche come anemia falciforme in cui i globuli rossi assumono una forma irregolarmente cilindrica) o talassemia (tipo di anemia che causa la disintegrazione dei globuli rossi);
  • se soffre di malattie gravi in genere;
  • se ha avuto interventi chirurgici all'utero;
  • se è in trattamento con metilergometrina (vedere “Altri medicinali e Nalador”). È controindicata l'induzione del parto in presenza di feto vitale in quanto con l'uso di una prostaglandina sintetica come il sulprostone non è possibile escludere effetti avversi a carico del feto.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico prima di ricevere Nalador.
L’uso del medicinale è limitato agli ospedali, alle case di cura e cliniche specializzate e deve
essere impiegato sotto il diretto controllo del medico.
Il suo medico presterà particolare cautela se lei soffre di malattie cardiovascolari o se presenta fattori di
rischio cardiovascolare (età, consumo di tabacco, iperlipidemia, diabete con vasculopatie).
Poiché Nalador, come le prostaglandine naturali, può provocare ipertensione polmonare (alta pressione
del sangue nei polmoni) (di gravità variabile fino all’edema polmonare) e dispnea (difficoltà nella
respirazione), il suo medico potrebbe sottoporla a controlli più frequenti della funzionalità respiratoria
e dei parametri cardiocircolatori (poiché possono verificarsi episodi di bradicardia e/o ipotensione
arteriosa).
Qualsiasi trattamento con Nalador per l’induzione dell’aborto deve concludersi con l'interruzione della
gravidanza, in quanto non è possibile escludere danni a carico del feto.
Anche dopo un aborto apparentemente completo deve essere sempre effettuato un raschiamento
(vedere anche “Gravidanza e allattamento”).
Altri medicinali e Nalador
Informi il medico o l’infermiere se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere
qualsiasi altro medicinale.
Nalador non deve essere usato in associazione con:

  • metilergometrina (medicinale utilizzato ad esempio per promuovere il distacco della placenta e ridurre l'emorragia)
  • ossitocina (medicinale utilizzato ad esempio per indurre il parto)
  • farmaci antinfiammatori non steroidei FANS (medicinali utilizzati per il trattamento del dolore, per abbassare la febbre e/o per curare l’infiammazione)

Non vi sono esperienze cliniche sull'impiego di prostaglandine per uso locale, precedente o in
associazione con l'uso di Nalador.
Si sconsiglia un pretrattamento o l'impiego associato con altre prostaglandine in quanto, teoricamente,
potrebbe sussistere la possibilità di una combinazione di effetti di entità sconosciuta, con il rischio di
gravi eventi avversi.
Gravidanza e allattamento
Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte
materno chieda consiglio al medico o all’infermiere prima di ricevere questo medicinale.
Qualsiasi trattamento con Nalador per l’induzione dell’aborto deve concludersi con l’interruzione della
gravidanza, in quanto non è possibile escludere danni a carico del feto. Pertanto, una volta che è stato
eseguito il trattamento con Nalador, si deve accertare che la gravidanza sia stata interrotta. Anche dopo
un aborto apparentemente completo deve essere sempre effettuato un raschiamento. Poiché l’incidenza
di mortalità perinatale è aumentata dopo somministrazione di Nalador, il medicinale non deve essere
impiegato per l’induzione del parto con feto vivo.
Non è noto se il sulprostone sia escreto nel latte materno. L’allattamento è consentito dopo 2 - 3 ore
dalla fine dell’infusione.
Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
Non pertinente.

3. Come riceverà Nalador

Nalador è un medicinale che le verrà somministrato esclusivamente da un ginecologo esperto, in
una clinica dotata di moderne apparecchiature per il monitoraggio continuo delle funzioni
cardiocircolatorie (ad esempio pressione del sangue e battito cardiaco) e provvista delle necessarie
attrezzature di rianimazione.
Le informazioni relative all’uso corretto di Nalador sono riportate al paragrafo “Le

informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari” e/o mediante

informazioni rese disponibili al medico dal titolare dell’autorizzazione.
Se riceve più Nalador di quanto deve
In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Nalador avverta immediatamente
il medico o si rivolga al più vicino ospedale.
I sintomi dell’intossicazione sono: broncospasmo (restringimento dei bronchi), bradicardia (battito
cardiaco rallentato), alterazioni della pressione sanguigna, ischemia miocardica (relativa mancanza di
sangue nel muscolo cardiaco), iperstimolazione uterina (tetano puerperale). La cianosi (colorazione
bluastra della pelle e delle mucose causata da un livello basso di ossigeno nel sangue) e la dispnea
(difficoltà nella respirazione) possono preludere ad un edema polmonare (comparsa di acqua nei
polmoni).
Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone
li manifestino.
Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)

  • nausea,
  • vomito.

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

  • diminuzione della pressione del sangue,
  • spasmo gastrico,
  • diarrea,
  • febbre,
  • aumento della temperatura corporea.

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

  • rottura dell’utero. Rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)
  • sonnolenza,
  • mal di testa,
  • battito del cuore rallentato,
  • edema polmonare (comparsa di acqua nei polmoni),
  • aumento della pressione sanguigna nelle arterie polmonari,
  • costrizione delle vie aeree (bronchi). Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)
  • contrazioni provvisorie, inattese e focali dei muscoli della parete di un’arteria del cuore (spasmo coronarico),
  • rifornimento sanguigno insufficiente al muscolo cardiaco (ischemia miocardica),
  • squilibrio transitorio dei liquidi e degli elettroliti (sali minerali).

Non noti (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

  • reazioni di ipersensibilità (orticaria, shock allergico).
  • aumento della pressione sanguigna

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.
Segnalazione degli effetti indesiderati
Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio si rivolga
al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema
nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .
Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di
questo medicinale.

5. Come conservare Nalador

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza riportata sull’etichetta e sulla scatola dopo “Scad.”.
La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.
La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.
Le fiale liofilizzate di Nalador vanno conservate a temperatura compresa tra 2° e 8°C in frigorifero.
Il medicinale può essere conservato a temperature superiori, purché non oltre i 25°C, per un periodo
massimo di 8 giorni.
La soluzione ricostituita deve essere diluita immediatamente.
La somministrazione della soluzione pronta per l’uso deve essere effettuata immediatamente.
Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come
eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Nalador

  • Il principio attivo è sulprostone. 1 fiala o 1 flaconcino contengono 0,5 mg di sulprostone.
  • Gli altri componenti sono: povidone (PVP, K <18), trometamolo cloridrato.

Come preparare Nalador soluzione per infusione
Fiala:
Dopo la ricostituzione con soluzione salina fisiologica, la soluzione nella fiala deve essere limpida e
priva di particelle.
Il contenuto di una fiala di Nalador deve essere diluito immediatamente in 250 ml o 500 ml di
soluzione fisiologica per infusione endovenosa.
Flaconcino:
Dopo la ricostituzione con soluzione salina fisiologica, la soluzione nel flaconcino deve essere
limpida e priva di particelle.
Il contenuto di un flaconcino di Nalador deve essere diluito immediatamente in 250 ml o 500 ml di
soluzione fisiologica per infusione endovenosa.
Descrizione dell'aspetto di Nalador e contenuto della confezione
Nalador si presenta sotto forma di polvere per soluzione per infusione.
1 fiala in vetro contenente 0,5 mg di sulprostone.
1 flaconcino in vetro ambrato contenente 0,5 mg di sulprostone.
Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio
Teofarma S.r.l.
Via F.lli Cervi, 8
27010 Valle Salimbene (PV)
Produttore
Bayer AG, Muellerstrasse 170-178, D-13353; Berlino (Germania).


Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Indicazioni terapeutiche
Induzione dell'aborto (indicazioni materne o fetali).
Induzione del parto in caso di morte intrauterina del feto.
Trattamento dell’emorragia post-partum da atonia uterina (PPH).
Posologia e modo di somministrazione
Nalador deve essere utilizzato esclusivamente da ginecologi esperti, in cliniche dotate di moderne
apparecchiature per il monitoraggio continuo delle funzioni cardiocircolatorie e provviste delle
necessarie attrezzature di rianimazione.
Per evitare picchi plasmatici elevati e per garantire un corretto monitoraggio e controllo durante la
somministrazione, si raccomanda vivamente di somministrare il medicinale utilizzando un sistema
d’infusione automatico.
Induzione dell'aborto, induzione del parto in caso di morte intrauterina del feto
Il contenuto di una fiala di Nalador deve essere disciolto in 250 ml o 500 ml di soluzione fisiologica
e somministrato per infusione endovenosa.
Nalador non deve essere somministrato per un periodo superiore alle 10 ore. Cominciare la terapia
con la dose iniziale (A, Tabella 1). Se non si ottiene l’effetto desiderato, la dose può essere
aumentata fino alla dose massima (B, tabella 1). La velocità massima d’infusione non deve mai
essere superata, poiché concentrazioni sieriche elevate aumentano la probabilità di reazioni avverse.
L’infusione va eseguita sotto supervisione costante.
Tabella 1

Volume dell’infusione500 g di Nalador in 250 ml in 500 ml
Velocità d’infusioneg/minml/mingocce/minml/mingocce/ming/ora
A: dose iniziale1,70,9circa 171,7circa 34100
B: dose massima8,34,2circa 838,3circa 166500

Dose massima totale: 1500  g di Nalador nelle 24 ore.
Se l’obiettivo del trattamento non viene raggiunto, l’infusione può essere ripetuta 12-24 ore dopo il
termine della prima somministrazione.
Trattamento dell'emorragia post-partum da atonia uterina (PPH)
Si devono escludere cause di emorragia post-partum diverse dall’atonia uterina. Durante la visita
ginecologica, somministrare ossitocina come trattamento di prima linea a conferma della diagnosi.
Se l’effetto del trattamento con ossitocina risulta insufficiente, si deve somministrare
immediatamente Nalador (trattamento di seconda linea).
Il contenuto di una fiala di Nalador deve essere disciolto in 250 ml o 500 ml di soluzione fisiologica
per infusione endovenosa.
Se durante il trattamento con la dose iniziale (A, tabella 2) l’emorragia non si arresta o non si riduce
in modo evidente entro alcuni minuti, la dose può essere aumentata fino alla dose massima (B,
tabella 2).
Alla comparsa dell’effetto terapeutico, si deve ridurre la velocità d’infusione endovenosa alla dose
di mantenimento (C, tabella 2).
Tabella 2

Volume dell’infusione500 g di Nalador in 250 ml in 500 ml
Velocità d’infusioneg/minml/mingocce/minml/mingocce/ming/ora
A: dose iniziale1,70,9circa 171,7circa 34100
B: dose massima8,34,2circa 838,3circa 166500
C: dose di manteniment1,70,9circa 171,7circa 34100
o

Dose massima totale: 1500  g di Nalador nelle 24 ore.
Se non è possibile tenere sotto controllo l’emorragia, devono essere adottate altre misure
terapeutiche.
Come preparare Nalador soluzione per infusione
Fiala:
Dopo la ricostituzione con soluzione salina fisiologica, la soluzione nella fiala deve essere limpida e
priva di particelle.
Il contenuto di una fiala di Nalador deve essere diluito immediatamente in 250 ml o 500 ml di
soluzione fisiologica per infusione endovenosa.
Flaconcino:
Dopo la ricostituzione con soluzione salina fisiologica, la soluzione nel flaconcino deve essere
limpida e priva di particelle.
Il contenuto di un flaconcino di Nalador deve essere diluito immediatamente in 250 ml o 500 ml di
soluzione fisiologica per infusione endovenosa.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Asma bronchiale, bronchite spastica.
Insufficienza cardiaca preesistente (anche senza segni di scompenso).
Vasculopatie nell'anamnesi (soprattutto coronariche)
Grave ipertensione arteriosa.
Gravi turbe della funzionalità epatica o renale.
Diabete mellito scompensato.
Affezioni cerebrali convulsivanti.
Glaucoma.
Tireotossicosi.
Infezioni ginecologiche acute.
Colite ulcerosa e ulcera gastrica in fase acuta.
Anemia drepanocitica, talassemia.
Malattie gravi in genere
Interventi chirurgici pregressi all'utero.
E' controindicata l'induzione del parto in presenza di feto vitale in quanto con l'uso di una
prostaglandina sintetica come il sulprostone non è possibile escludere effetti avversi a carico del
feto.
L’uso del sulprostone è controindicato in associazione alla metilergometrina.
Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
L’uso di Nalador in associazione con la metilergometrina può portare ad un aumento del rischio di
vasocostrizione coronarica e conseguente ischemia del miocardio con potenziale pericolo per la vita
od esito fatale.
Non deve essere somministrata ossitocina contemporaneamente a sulprostone per la possibilità di
sovrastimolazione di un utero non ancora svuotato (eccezione: emorragia post-partum da atonia
uterina).
Deve essere evitata la somministrazione contemporanea di analgesici della classe degli
antinfiammatori non steroidei, perchè l'efficacia di Nalador potrebbe risultarne ridotta.
Non vi sono esperienze cliniche sull'impiego di prostaglandine per uso topico, precedente o in
associazione con l'uso di Nalador.
Si sconsiglia un pretrattamento o l'impiego associato con altre prostaglandine in quanto,
teoricamente, potrebbe sussistere la possibilità di una combinazione di effetti di entità sconosciuta,
con il rischio di gravi eventi avversi.
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Qualsiasi trattamento con Nalador per l’induzione dell’aborto deve concludersi con l'interruzione
della gravidanza, in quanto non è possibile escludere danni a carico del feto.
Anche dopo un aborto apparentemente completo deve essere sempre effettuato un raschiamento.
Poiché l’incidenza di mortalità perinatale è aumentata dopo somministrazione di Nalador, il
medicinale non deve essere impiegato per l’induzione del parto con feto vivo.
Non è noto se il sulprostone sia escreto nel latte materno. Tenendo in considerazione l’emivita del
sulprostone, l’allattamento è consentito dopo 2 - 3 ore la fine dell’infusione.
Si deve usare particolare cautela in presenza di malattie cardiovascolari o di fattori di rischio
cardiovascolare (consumo di tabacco, iperlipidemia, diabete con vasculopatie). Nella valutazione
dei fattori di rischio deve essere considerata anche l'età della paziente.
Deve essere evitata un'accidentale somministrazione intraarteriosa, in quanto sussiste il rischio di
un'arterite locale con conseguente necrosi.
Non somministrare in bolo (l’improvviso aumento dei livelli plasmatici può comportare crisi
ipertensive polmonari).
Nalador non deve essere somministrato per iniezione intracervicale/intramiometriale. A seconda
della situazione locale, l’iniezione intracervicale/intramiometriale potrebbe dar luogo a un
indesiderato rapido aumento dei livelli plasmatici di sulprostone oppure ad un suo accumulo, con la
possibilità di un’azione protratta del farmaco, che, soprattutto in associazione con il trattamento
infusionale, potrebbe indurre reazioni avverse.
Poiché possono verificarsi bradicardia e/o alterazioni della pressione arteriosa, sono indicati
controlli appropriati dei parametri cardiaci e circolatori.
Durante l’esperienza post-marketing con sulprostone sono stati segnalati casi di ipertensione,
talvolta associati a reazioni cardiovascolari gravi, specialmente quando la velocità di flusso iniziale
raccomandata non è stata rispettata (ha superato 100 μg/h) o quando la velocità di flusso non è staa
aumentata in modo graduale in caso di risposta terapeutica insufficiente.
Se è necessario aumentare la velocità di flusso a causa di un effetto insufficiente del trattamento, lo
si deve fare in modo graduale per prevenire le complicanze cardiovascolari. L’ipertensione si è
generalmente risolta entro 30 minuti dalla riduzione della dose o in seguito alla sospensione di
sulprostone.
Può verificarsi ischemia miocardica, probabilmente secondaria allo spasmo coronarico associato
all’uso di Nalador. Tali reazioni possono portare a infarto del miocardio, aritmia cardiaca pericolosa
per la sopravvivenza, shock ed arresto cardiaco, con possibile esito fatale.
In persone predisposte può verificarsi broncospasmo. Come con le prostaglandine naturali, si
possono verificare aumenti della pressione nella circolazione polmonare (di gravità variabile fino
all’edema polmonare).
Poiché Nalador, come le prostaglandine naturali, può provocare ipertensione polmonare (di gravità
variabile fino all’edema polmonare) e dispnea, il suo uso richiede un frequente controllo della
funzionalità respiratoria e dei parametri cardiocircolatori (poiché possono verificarsi episodi di
bradicardia e/o ipotensione arteriosa). In caso di spiccata riduzione della frequenza cardiaca è
opportuno istituire un trattamento con betamimetici. In presenza di ipotensione (senza diminuzione
della volemia) si può ricorrere all'impiego dell'adrenalina. Una riduzione della volemia deve essere
compensata al più presto.
Come conseguenza degli effetti reversibili sulla funzionalità renale, possono manifestarsi transitori
squilibri idroelettrolitici (disturbi dell’escrezione degli elettroliti).
La sensibilità del miometrio alle prostaglandine aumenta con l’avanzare della gravidanza. E’ stata
osservata rottura dell’utero.
Effetti indesiderati
Tabella delle reazioni avverse
Nella tabella sottostante sono riportate le reazioni avverse secondo la classificazione per sistemi e
organi secondo MedDRA (MedDRA SOC). Le frequenze si basano su dati postmarketing e
sull’esperienza complessiva con Nalador (per esempio letteratura).

Classificazione per sistemi e organiMolto comune 1/10Comune 1/100, <1/10Non comune 1/1000, <1/100Raro 1/10000, <1/1000Molto raro <1/10000Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema nervososonnolenza, cefalea
Patologie cardiachebradicardiaspasmo coronarico, ischemia miocardica
Patologie vascolariipotensioneipertensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheedema polmonare, aumento della pressione arteriosa
polmonare, broncospasmo
Patologie gastrointestinalinausea, vomitospasmo gastrico (epi- e mesogastrico), diarrea
Patologie renali e urinarietransitorio squilibrio idroelettrolitico (escrezione degli elettroliti)
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatalirottura dell’utero
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazionefebbre, aumento della temperatura corporea
Disturbi del sistema immunitarioreazioni di ipersensibilità (orticaria, shock allergico)

Si è utilizzato il termine MedDRA più appropriato per descrivere una specifica reazione, i suoi
sinonimi e le condizioni correlate. La descrizione dei termini di ADR si basa sulla versione
MedDRA 8.0.
Sovradosaggio
Sintomi di intossicazione
Broncospasmo, bradicardia, alterazioni della pressione sanguigna, ischemia miocardica. Cianosi e
dispnea possono preludere ad un edema polmonare incipiente. Iperstimolazione uterina (tetano
puerperale).
Trattamento dell’intossicazione
In caso di necessità, terapia intensiva in presenza di broncospasmo, bradicardia, ipotensione e segni
di edema polmonare incipiente. L’uso, di per sé appropriato, di simpaticomimetici ß-adrenergici in
presenza di broncospasmo, bradicardia e tetano puerperale è gravato dal potenziale rischio di edema
polmonare nella donna in gravidanza. Pertanto il rapporto rischio/beneficio di tale trattamento deve
essere valutato per ogni singolo caso.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare in frigorifero (2°- 8°C).
La soluzione ricostituita deve essere diluita immediatamente.
Dopo diluizione la stabilità chimica, fisica e microbiologica della soluzione pronta per l’uso è stata
dimostrata per 12 ore a 2 – 8 °C.
La somministrazione della soluzione pronta per l’uso deve essere effettuata immediatamente.
Il prodotto può essere conservato a temperature superiori, purché non oltre i 25°C per un periodo
massimo di 8 giorni.

Fonte dei dati: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Ultima verifica dei dati: 21 settembre 2026