GLIBEN

Italia

Viene prescritto per il trattamento del diabete mellito sintomatico dell'adulto.

Nome commerciale GLIBEN
Forma farmaceutica Compressa
Principio attivo / Dosaggio
Tipo di ricetta Medicinali soggetti a prescrizione medica
Codice ATC
Numero di registrazione 022541
GLIBEN Compressa

Domande frequenti

Come devo assumere il Gliben 5 mg?

Le compresse vanno ingerite 30 minuti prima dei pasti con un po' d'acqua. In genere si inizia con una compressa al giorno, ma se non si sono mai assunti altri farmaci simili, è opportuno iniziare con mezza compressa. Il medico stabilirà la dose esatta e potrà aumentarla gradualmente dopo un esame clinico.

Quando non si può assumere questo farmaco?

Il farmaco è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, diabete di tipo 1 (insulino-dipendente), chetoacidosi diabetica, coma o precoma diabetico, gravi problemi ai reni o al fegato, insufficienza surrenalica, gravidanza, allattamento e in chi assume bosentan.

Quali sono gli effetti collaterali di Gliben 5 mg?

L'effetto più comune è l'ipoglicemia (calo di zuccheri), che può causare sintomi come mal di testa, tremori, sudorazione, fame, nausea, confusione, vertigini o perdita di coscienza. Possono verificarsi anche disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), alterazioni temporanee della vista, reazioni allergiche (prurito, eruzioni cutanee) o problemi al fegato.

Cosa devo fare in caso di ipoglicemia?

In caso di sintomi, è necessario assumere subito carboidrati come zucchero, cubetti di zucchero, tè o succhi di frutta zuccherati. È importante portare sempre con sé almeno 20 grammi di glucosio. In casi gravi, è necessario un intervento medico immediato.

Il farmaco interagisce con altri medicinali o con l'alcol?

Sì, l'effetto del farmaco può essere potenziato o ridotto da molti altri medicinali (come insulina, alcuni antidiabetici, steroidi, antibiotici o farmaci per la pressione). Anche il consumo di alcol può alterare l'effetto del farmaco in modo imprevedibile.

Ci sono precauzioni particolari per gli anziani?

Sì, i pazienti sopra i 65 anni sono più sensibili e rischiano maggiormente l'ipoglicemia, che in questa fascia d'età può essere più difficile da riconoscere. Per questo la dose deve essere stabilita dal medico con estrema prudenza.

Foglietto illustrativo

GLIBEN 5 mg compresse
GLIBENCLAMIDE
Categoria farmacoterapeutica
Ipoglicemizzante orale
Indicazioni terapeutiche
Diabete mellito sintomatico dell’adulto
Controindicazioni
Il Gliben è controindicato:

  • In pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • In pazienti con diabete mellito insulino-dipendente, tipo 1 (ad es. diabetici con precedenti di chetoacidosi)
  • Nel trattamento della chetoacidosi diabetica
  • Nel trattamento del coma o precoma diabetico
  • In pazienti con gravi disfunzioni renali
  • In pazienti con gravi disfunzioni epatiche
  • Durante la gravidanza (vedere “Gravidanza e allattamento”)
  • Durante l’allattamento (vedere “Gravidanza e allattamento”))
  • In pazienti con insufficienza surrenalica
  • In pazienti trattati con bosentan (vedere “Interazioni”).

Precauzioni d’impiego
L’uso degli ipoglicemizzanti orali del gruppo delle sulfaniluree deve essere limitato ai pazienti con diabete
mellito sintomatico insorto in età adulta e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta, e
nei quali la somministrazione di insulina non è indicata.
I segni clinici di un’iperglicemia comprendono: aumento della frequenza urinaria, sete intensa, secchezza
della bocca e secchezza cutanea.
Per raggiungere l’obiettivo della terapia con Gliben – ovvero un controllo ottimale della glicemia – oltre
all’assunzione regolare di Gliben sono altrettanto importanti fattori quali una dieta corretta, esercizio fisico
sufficiente e regolare e, se necessario, anche una riduzione di peso corporeo.
Durante la terapia con Gliben si devono controllare regolarmente i livelli di glucosio nel sangue e nelle urine.
Inoltre si consiglia di effettuare valutazioni periodiche della concentrazione dell’emoglobina glicata.
Il monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue e nelle urine serve anche per l’identificazione di un
insuccesso terapeutico – primario o secondario.
All’inizio della terapia il paziente deve essere informato circa gli effetti ed i rischi di Gliben e della sua
interazione con misure dietetiche ed esercizio fisico; si deve inoltre enfatizzare l’importanza di una
collaborazione adeguata.
Pertanto nel caso di un trattamento con qualsiasi farmaco ipoglicemizzante, è necessario che il paziente ed il
medico siano al corrente del rischio di ipoglicemia.
I fattori che favoriscono un’ipoglicemia sono:

  • la mancanza di volontà oppure, più frequentemente nei pazienti anziani, l’incapacità del paziente di collaborare;
  • alimentazione carente, assunzione dei pasti ad intervalli irregolari o pasti saltati;
  • squilibrio tra sforzo fisico ed ingestione di carboidrati;
  • alterazioni nella dieta;
  • compromessa funzionalità renale;
  • grave disfunzione epatica;
  • sovradosaggio (di Gliben);
  • malattie endocrine non compensate che influiscono sul metabolismo dei carboidrati o sulla contro- regolazione dell’ipoglicemia (come ad es. in alcuni disturbi della funzione tiroidea ed insufficienza ipofisaria o corticosurrenalica);
  • somministrazione concomitante di alcuni farmaci (vedere “Interazioni”);
  • terapia con Gliben in assenza di indicazione.

Il paziente deve informare il medico di tali fattori e di episodi ipoglicemici poiché questi indicano l’esigenza
di un monitoraggio particolarmente attento. Se necessario il dosaggio di Gliben o l’intera terapia devono
essere modificati. Ciò è vero anche nei casi di patologie che si verificano durante la terapia o di
cambiamenti nello stile di vita del paziente.
I sintomi dell’ipoglicemia che rappresentano la controregolazione adrenergica (vedere “Effetti indesiderati”)
possono essere più lievi o assenti quando l’ipoglicemia si sviluppa lentamente, quando vi è neuropatia del
sistema autonomico o quando il paziente è in terapia con beta-bloccanti, clonidina, reserpina, guanetidina o
altri farmaci simpaticolitici.
In caso di manifestazioni ipoglicemiche (vedere “Effetti indesiderati”) somministrare carboidrati (glucosio o
zucchero ad es. come cubetti di zucchero, tè o succhi di frutta zuccherati); nei casi più gravi, che raramente
possono arrivare fino alla perdita della conoscenza, è necessario effettuare una infusione lenta i.v. di
soluzione glucosata.
Per questo motivo il paziente deve sempre portare con sè un minimo di 20 grammi di glucosio. I pazienti
possono avere necessità di aiuto da parte di altre persone per evitare complicanze.
Gli edulcoranti artificiali non sono efficaci per controllare un’ipoglicemia.
L’ipoglicemia può ripetersi nonostante il successo delle contromisure iniziali. Perciò i pazienti devono
rimanere sotto osservazione.
L’ipoglicemia grave, od un episodio protratto di ipoglicemia, che si riesce a controllare solo
temporaneamente con le normali quantità di zucchero, richiede un trattamento immediato ed un
monitoraggio da parte di un medico ed in alcuni casi il ricovero in ospedale.
Se i pazienti vengono trattati da un medico che non sia quello abituale (ad es. in occasione di un ricovero
ospedaliero, dopo un incidente, per una malattia durante le vacanze), i pazienti devono informare il medico
della loro condizione diabetica e della terapia attuata in precedenza.
In concomitanza di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili, può rendersi necessario
instaurare temporaneamente la terapia insulinica per mantenere un adeguato controllo metabolico.
ANZIANI
I pazienti di età pari o superiore a 65 anni sono particolarmente sensibili all’azione ipoglicemica della
glibenclamide e sono quindi più a rischio di ipoglicemia. Nell’anziano i bassi livelli di zucchero possono
essere difficili da riconoscere. La dose iniziale e quella di mantenimento della glibenclamide devono essere
definite dal medico con prudenza allo scopo di evitare reazioni ipoglicemiche.
È noto che il farmaco è escreto principalmente dai reni ed il rischio di reazioni tossiche a questo farmaco può
essere maggiore nei pazienti con ridotta funzionalità renale. Poiché è possibile che i pazienti anziani abbiano
una ridotta funzionalità renale, si deve prestare attenzione alla selezione della dose, e può essere utile
monitorare la funzione renale. (vedere “Dose, modo e tempo di somministrazione”)
Interazioni
Associazioni sconsigliate
Bosentan:
Nei pazienti in terapia concomitante con bosentan e glibenclamide è stato osservato un aumento
dell’incidenza di valori elevati degli enzimi epatici.
Sia glibenclamide che bosentan inibiscono la pompa di trasporto dei sali biliari determinando accumulo
intracellulare di sali biliari citotossici. Pertanto tale associazione non deve essere utilizzata.
Da considerare
I pazienti che iniziano o sospendono una terapia mentre sono in trattamento con Gliben possono avere delle
alterazioni nel controllo della glicemia.
Un potenziamento dell’effetto ipoglicemizzante, e perciò in alcuni casi ipoglicemia, si può verificare durante
la terapia con altri farmaci quali:
insulina ed altri antidiabetici orali, ACE-inibitori, steroidi anabolizzanti ed ormoni sessuali maschili,
cloramfenicolo, derivati cumarinici, ciclofosfamide, disopiramide, fenfluramina, feniramidolo, fibrati,
fluoxetina, ifosfamide, inibitori delle MAO, miconazolo, acido para-aminosalicilico, pentossifillina (per via
parenterale ad alte dosi), fenilbutazone, azapropazone, ossifenbutazone, probenecid, chinolonici, salicilati,
sulfinpirazone, sulfamidici, farmaci simpaticolitici quali beta-bloccanti e guanetidina, claritromicina,
tetracicline, tritoqualina, trofosfamide.
Una riduzione dell’effetto ipoglicemizzante, e perciò aumento della glicemia, si può verificare durante la
somministrazione di altri farmaci quali:
acetazolamide, barbiturici, corticosteroidi, diazossido, diuretici, adrenalina e altri farmaci simpaticomimetici,
glucagone, lassativi (dopo uso prolungato), acido nicotinico (ad alte dosi), estrogeni e progestinici,
fenotiazine, fenitoina, ormoni tiroidei, rifampicina.
Gli H2-antagonisti, clonidina e reserpina possono portare ad un potenziamento o ad una riduzione
dell’effetto ipoglicemizzante.
Il consumo occasionale o cronico di alcool può potenziare o ridurre l’effetto ipoglicemizzante di
glibenclamide in maniera non prevedibile.
Glibenclamide può potenziare o ridurre l’effetto dei derivati cumarinici.
Glibenclamide può aumentare le concentrazioni plasmatiche della ciclosporina e portare, potenzialmente, ad
un aumento della tossicità. Si raccomanda pertanto il monitoraggio e l’aggiustamento posologico della
ciclosporina quando entrambi i farmaci vengono somministrati in associazione.
Colesevelam si lega a glibenclamide e riduce l’assorbimento di glibenclamide dal tratto gastro-intestinale.
Non è stata osservata interazione quando glibenclamide è stata assunta almeno 4 ore prima di colesevelam.
Pertanto glibenclamide deve essere somministrata almeno 4 ore prima di colesevelam.
In pazienti in trattamento con sulfaniluree bisogna tener presente la possibilità di reazioni antabuse-simili
dopo ingestione di bevande alcooliche.
Avvertenze speciali
Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficienza di G6PD può portare ad anemia emolitica.
La glibenclamide deve essere pertanto utilizzata con cautela in tali pazienti e deve essere considerata
un’alternativa terapeutica.
Le persone allergiche ad altri derivati sulfamidici possono manifestare reazioni allergiche anche alla
glibenclamide.
ANZIANI
L’età pari o superiore a 65 anni è stata identificata come fattore di rischio di ipoglicemia nei pazienti trattati
con sulfaniluree. Nell'anziano l'ipoglicemia può essere difficile da riconoscere. La dose iniziale e quella di
mantenimento di glibenclamide devono essere definite dal medico con prudenza allo scopo di evitare
reazioni ipoglicemiche (vedere “Precauzioni d’impiego ” ).
Il medicinale contiene Lattosio, quindi in caso di accertata intolleranza agli zuccheri contattare il medico
curante prima di assumere il medicinale.
Gravidanza e allattamento
In gravidanza Gliben non va somministrato.
La paziente deve passare ad una terapia insulinica durante la gravidanza.
Le pazienti che intendano iniziare una gravidanza devono informarne il medico. Si raccomanda che tali
pazienti si sottopongano ad una terapia insulinica.
Sono state riscontrate malformazioni nei bambini di donne trattate con glibenclamide durante la gravidanza.
Non si può escludere una relazione causale con la glibenclamide. In tale contesto è necessario sottolineare
che è noto che l’incidenza di malformazioni risulti aumentata nei casi di diabete non controllato -
indipendentemente dal tipo di terapia utilizzata.
Per prevenire una possibile assunzione con il latte materno, Gliben non va somministrato a donne durante
l’allattamento. Se necessario la paziente deve passare alla terapia con insulina oppure interrompere
l’allattamento al seno.
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e usare macchinari
La vigilanza e le reazioni possono essere compromesse da episodi di ipoglicemia o iperglicemia,
particolarmente all’inizio del trattamento, dopo aver modificato il regime terapeutico o quando il farmaco
non viene assunto regolarmente. Ciò può influire sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Dose, modo e tempo di somministrazione
Il Gliben viene presentato in compresse da 5 mg, divisibili a metà. La posologia deve essere stabilita e
regolata dal medico curante.
In genere si inizierà con una compressa al giorno. Se però il paziente non fosse mai stato sottoposto al
trattamento con altri ipoglicemizzanti orali, è opportuno iniziare con mezza compressa. In ogni caso, i
successivi aumenti della dose giornaliera verranno fatti solo dopo un nuovo esame clinico.
Quando si sostituisca il Gliben ad altre sulfaniluree, si tenga presente che l’effetto di una compressa (5 mg)
corrisponde all’incirca a quello di 1 g di tolbutamide. Le compresse devono essere ingerite 30 minuti prima
dei pasti con un po’ d’acqua.
Dosi fino a due compresse al giorno possono essere assunte in una sola volta, alla prima colazione; se
questa è esigua si possono assumere al pranzo. Per dosi maggiori, il resto si prenderà al pasto della sera.
Anziani
Pazienti di età pari o superiore a 65 anni: dosi iniziali e di mantenimento di glibenclamide devono essere
accuratamente regolate per ridurre il rischio di ipoglicemia. Il trattamento deve essere iniziato con la dose
più bassa disponibile ed aumentata gradualmente, se necessario (vedere “Precauzioni d’impiego”).
Sovradosaggio
Segni e sintomi
Un sovradosaggio acuto, così come anche terapie a lungo termine con dosi troppo elevate di
glibenclamide, possono portare ad una ipoglicemia grave, protratta e che può mettere il paziente in pericolo
di vita.
Trattamento
Nel momento in cui viene identificato un caso di sovradosaggio è importante informarne immediatamente un
medico. Il paziente deve subito assumere dello zucchero, possibilmente come glucosio, tranne che un
medico non si sia già assunto la responsabilità di trattare il sovradosaggio.
É essenziale un attento monitoraggio fino a quando il medico ritenga che il paziente è fuori pericolo. É da
tener presente che l’ipoglicemia ed i suoi sintomi si possono ripresentare anche dopo un iniziale recupero.
Può a volte essere necessario un ricovero in ospedale, anche a scopo precauzionale. In particolare un
sovradosaggio importante e gravi reazioni con segni quali perdita della coscienza o di altri disturbi
neurologici costituiscono un’emergenza medica e richiedono terapia immediata e ricovero in ospedale.
Ad esempio, se un paziente è in stato di incoscienza, è indicata la somministrazione endovenosa di una
soluzione concentrata di glucosio (ad es. per gli adulti iniziando con 40 mL di una soluzione al 20%). In
alternativa si può prendere in considerazione la somministrazione di glucagone ad es. a dosi da 0,5 a 1 mg
e.v., s.c. oppure i.m.
In particolare, il trattamento di un’ipoglicemia nei neonati e nei bambini richiede un attento aggiustamento
del dosaggio di glucosio da somministrare per la possibilità di provocare una pericolosa iperglicemia,
monitorando costantemente lo stesso dosaggio tramite la determinazione della glicemia.
Per i pazienti che hanno ingerito quantità pericolose di Gliben è necessaria la disintossicazione dal farmaco
(ad es. lavanda gastrica o carbone attivo).
Dopo la somministrazione acuta di glucosio, solitamente è necessario praticare un’infusione di glucosio a
concentrazioni più basse per assicurarsi il non ripetersi dell’ipoglicemia. La glicemia del paziente deve
essere monitorata attentamente per 24 ore. Nei casi gravi con un andamento protratto l’ipoglicemia,
oppure il rischio di ritornare in ipoglicemia, può perdurare per alcuni giorni.
Effetti indesiderati
Ipoglicemia
Fenomeni ipoglicemici possono manifestarsi, sebbene raramente, in corso di terapia con sulfaniluree
soprattutto in soggetti debilitati, in età avanzata, in caso di sforzi fisici inconsueti, di alimentazione irregolare
o assunzione di bevande alcooliche, di compromissione della funzionalità renale e/o epatica.
I primi sintomi della ipoglicemia sono, in genere, cefalea, irritabilità e depressione nervosa, disturbi del
sonno, tremore, forte sudorazione. In questi casi è opportuno avvertire tempestivamente il medico, che
deve essere informato anche in caso di malattie febbrili o disturbi digestivi intercorrenti.
Come conseguenza dell’effetto ipoglicemizzante di Gliben si può verificare ipoglicemia, a volte prolungata,
che mette il paziente anche in pericolo di vita. Ciò si verifica quando vi è uno squilibrio tra il dosaggio di
Gliben e l’assunzione di carboidrati nella dieta, l’esercizio fisico ed altri fattori che influiscono sul
metabolismo.
I pazienti anziani sono particolarmente sensibili all’azione di riduzione della glicemia con l’assunzione di
farmaci ipoglicemizzanti (vedere “Precauzioni d’impiego”).
I possibili sintomi di ipoglicemia comprendono: cefalea, fame incontenibile, nausea, vomito, affaticamento,
sonno disturbato, agitazione, aggressività, compromissione della concentrazione, della vigilanza e delle
reazioni, depressione, confusione, disturbi del linguaggio, afasia, disturbi visivi, tremori, paresi, disturbi
sensoriali, vertigini, sensazione di impotenza, perdita dell’autocontrollo, delirio, convulsioni cerebrali,
sonnolenza e perdita di coscienza fino al coma, respiro superficiale e bradicardia.
Inoltre possono essere presenti segni di una controregolazione adrenergica quali sudorazione, cute umida,
ansia, tachicardia, ipertensione, palpitazioni, angina pectoris ed aritmie cardiache.
Il quadro clinico di un grave attacco di ipoglicemia può somigliare a quello di uno stroke.
I sintomi di un’ipoglicemia scompaiono quasi sempre con la sua correzione.
Patologie dell’occhio
Particolarmente all’inizio della terapia vi può essere un’alterazione visiva temporanea dovuta alla variazione
della glicemia. La causa di ciò è una temporanea alterazione della turgidità, e dunque dell’indice di
rifrazione del cristallino, che dipende dalla glicemia.
Patologie gastrointestinali
Occasionalmente si possono verificare disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, sensazione di
oppressione o riempimento epigastrico, dolore addominale e diarrea.
Tuttavia, nonostante il proseguimento della terapia, questi sintomi spesso scompaiono ed in genere non
richiedono sospensione del trattamento con Gliben.
In casi isolati vi può essere un aumento degli enzimi epatici ed anche compromissione della funzionalità
epatica (ad es. con colestasi ed ittero) ed epatite che possono regredire dopo sospensione di Gliben, anche
se possono portare ad un’insufficienza epatica che può mettere il paziente in pericolo di vita.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Si possono verificare alterazioni del quadro ematico che possono mettere a repentaglio la vita del paziente.
Esse possono comprendere, raramente, trombocitopenia da lieve a grave (ad es. che si presenta con
porpora) ed in casi isolati anemia emolitica, eritrocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e
pancitopenia (ad es. dovuta a mielosoppressione). In via di principio tali reazioni sono reversibili alla
sospensione di Gliben.
Disturbi del sistema immunitario
Occasionalmente si possono verificare reazioni allergiche o pseudoallergiche, ad es. sotto forma di prurito
o eruzione cutanea. In casi isolati le reazioni lievi sotto forma di orticaria e angioedema si possono
trasformare in reazioni gravi, fino a mettere in pericolo la vita del paziente, con dispnea e calo pressorio che
a volte progredisce in shock. Perciò in caso di orticaria e angioedema il medico deve esserne informato
immediatamente.
Una reazione di ipersensibilità può essere dovuta alla glibenclamide, ma può essere provocata anche da
uno degli eccipienti. Un’allergia ai derivati sulfamidici può anche essere responsabile di una reazione
allergica alla glibenclamide.
In casi isolati si può manifestare vasculite allergica che, in alcuni casi, può mettere il paziente in pericolo di
vita. In casi isolati si può presentare ipersensibilità della cute alla luce e possono ridursi le concentrazioni di
sodio nel siero.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Possono manifestarsi con frequenza non nota rash, prurito, orticaria, angioedema, eritema, eruzioni
maculopapulose, reazioni bollose, eritema multiforme e dermatite esfoliativa
Il rispetto delle istruzioni contenute nel presente foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.
E’ importante comunicare al medico o al farmacista qualsiasi effetto indesiderato anche non descritto nel
presente foglio illustrativo.
Scadenza e Conservazione
Scadenza: vedere la data di scadenza riportata sulla confezione.
La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.
ATTENZIONE: non utilizzare il medicinale oltre la data di scadenza riportata sulla confezione.
I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista
come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.
Tenere il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Composizione
Ogni compressa contiene:
Principio attivo
Glibenclamide 5 mg
Eccipienti
Amido di mais, cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, magnesio stearato, talco.
Forma farmaceutica e contenuto
Compresse. 30 compresse
Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio e Produttore
ABIOGEN PHARMA S.p.A.
Via Meucci, 36 – Ospedaletto - Pisa

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Nome commerciale Forma farmaceutica Principio attivo / Dosaggio Produttore
GLIBORAL Compressa LABORATORI GUIDOTTI S.P.A.

Fonte dei dati: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Ultima verifica dei dati: 21 settembre 2026