ELFABRIO

Italia

Viene utilizzato come terapia enzimatica sostitutiva per gli adulti con malattia di Fabry confermata. Questa rara malattia genetica impedisce la corretta rimozione di sostanze grasse dalle cellule, che finiscono per accumularsi nei vasi sanguigni e causare il malfunzionamento degli organi.

Nome commerciale ELFABRIO
Forma farmaceutica Concentrato per soluzione per infusione
Principio attivo / Dosaggio
Tipo di ricetta Medicinali soggetti a prescrizione medica
Codice ATC
Numero di registrazione 050667
ELFABRIO Concentrato per soluzione per infusione

Domande frequenti

Come deve essere assunto Elfabrio?

Il farmaco deve essere somministrato da un operatore sanitario sotto la supervisione di un medico esperto. La dose abituale è di 1 mg per ogni kg di peso corporeo, una volta ogni due settimane. In alcuni pazienti stabili, il medico può prescrivere 2 mg per kg di peso corporeo ogni quattro settimane.

Chi non può assumere questo medicinale?

Non deve essere usato se si è gravemente allergici al principio attivo (pegunigalsidasi alfa) o a uno qualsiasi degli altri componenti. Il farmaco non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti (0-17 anni).

Quali sono gli effetti collaterali comuni di Elfabrio?

Molti effetti si verificano durante o subito dopo l'infusione (reazioni correlate all'infusione) e possono includere capogiri, mal di testa, nausea, stanchezza, febbre, debolezza, eruzioni cutanee, dolore addominale o muscolare, e vertigini. Sono comuni anche sintomi come prurito, diarrea, vomito o brividi.

Quali sono gli effetti collaterali gravi da segnalare subito?

È necessario rivolgersi immediatamente a un medico se si manifestano reazioni allergiche gravi (come difficoltà respiratorie, gonfiore di viso, bocca o gola, orticaria o difficoltà a deglutire) o se si avvertono sintomi di una possibile malattia immunologica dei reni (come una riduzione della funzionalità renale con eccesso di proteine nelle urine).

Ci sono avvertenze particolari per la guida o l'uso di macchinari?

Poiché il farmaco può causare capogiri, vertigini o svenimenti, non è consigliabile guidare veicoli o utilizzare macchinari il giorno del trattamento finché non ci si sente meglio.

Cosa bisogna sapere riguardo a gravidanza e allattamento?

Il farmaco non deve essere usato in gravidanza per mancanza di esperienza sull'uso in queste condizioni. Se si sta allattando, è necessario informare il medico, che aiuterà a decidere se interrompere l'allattamento o la terapia in base ai benefici per la madre e per il bambino.

Foglietto illustrativo

Foglio illustrativo: informazioni per l’utilizzatore

Elfabrio 2 mg/mL concentrato per soluzione per infusione

pegunigalsidasi alfa
Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di
nuove informazioni sulla sicurezza. Lei può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato
riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale. Vedere la fine del paragrafo 4 per le
informazioni su come segnalare gli effetti indesiderati.
Legga attentamente questo foglio prima di usare questo medicinale perché contiene importanti
informazioni per lei.

  • Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.
  • Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico o al farmacista.
  • Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i sintomi della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso.
  • Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Vedere paragrafo 4.

Contenuto di questo foglio

  1. Cos'è Elfabrio e a cosa serve
  2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Elfabrio
  3. Come viene somministrato Elfabrio
  4. Possibili effetti indesiderati
  5. Come conservare Elfabrio
  6. Contenuto della confezione e altre informazioni

1. Cos'è Elfabrio e a cosa serve

Elfabrio contiene il principio attivo pegunigalsidasi alfa ed è usato come terapia enzimatica sostitutiva
in pazienti adulti con malattia di Fabry confermata. La malattia di Fabry è una rara malattia genetica
che può colpire molte parti del corpo. Nei pazienti con malattia di Fabry, le sostanze grasse non
vengono rimosse dalle cellule del corpo e si accumulano alle pareti dei vasi sanguigni, contribuendo a
provocare il malfunzionamento degli organi. Questi grassi si accumulano nelle cellule dei pazienti
perché questi non hanno quantità sufficienti di un enzima chiamato α-galattosidasi-A, che è
responsabile della loro scissione. Elfabrio viene usato a lungo termine per integrare o sostituire questo
enzima in pazienti adulti con malattia di Fabry confermata.

2. Cosa deve sapere prima che le sia somministrato Elfabrio

Non usi Elfabrio

  • se è gravemente allergico a pegunigalsidasi alfa o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico prima di usare Elfabrio.
Se viene trattato con Elfabrio, potrebbe manifestare un effetto indesiderato durante o subito dopo la
flebo (infusione) usata per somministrare il medicinale (vedere paragrafo 4). Questo effetto è noto
come reazione correlata all'infusione e può talvolta essere grave.

  • Le reazioni correlate all'infusione includono capogiri, mal di testa, nausea, pressione sanguigna bassa, stanchezza e febbre. Se manifesta una reazione correlata all'infusione, si rivolga immediatamente al medico .
  • Se ha una reazione correlata all'infusione, le potrebbero essere somministrati altri medicinali per trattare o aiutare a prevenire reazioni future. Questi includono medicinali usati per trattare le allergie (antistaminici), medicinali usati per trattare la febbre (antipiretici) e medicinali per controllare l'infiammazione (corticosteroidi).
  • Se la reazione correlata all'infusione è grave, il medico interromperà immediatamente l'infusione e le somministrerà un trattamento farmacologico appropriato o rallenterà la velocità dell'infusione.
  • Se le reazioni correlate all'infusione sono gravi e/o vi è una perdita di effetto del medicinale, il medico eseguirà un esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi che potrebbero influenzare l'esito del trattamento.
  • La maggior parte delle volte le potrà comunque essere somministrato Elfabrio anche se manifesta una reazione correlata all'infusione.

In casi molto rari, il suo sistema immunitario potrebbe non essere in grado di riconoscere Elfabrio,
provocando una malattia immunologica dei reni (glomerulonefrite membranoproliferativa). Durante
gli studi clinici si è verificato un solo caso e l'unico sintomo segnalato è stata la riduzione temporanea
della funzionalità renale con un eccesso di proteine nelle urine. I sintomi si sono risolti con
l'interruzione del trattamento.
Monitoraggio del trattamento
Nei pazienti che sono passati a Elfabrio 2 mg/kg di peso corporeo una volta ogni 4 settimane deve
essere eseguito un monitoraggio regolare (ad es. dopo 3, 6, 12, 18 e 24 mesi). Il monitoraggio deve
includere almeno una valutazione di Lyso-Gb3, dei parametri renali (eGFR, proteinuria) e cardiaci
(LVMi, NT-proBNP, troponina o ECG) e dei parametri biochimici. Eventuali variazioni di un singolo
parametro devono essere interpretate nel contesto dello stato clinico generale del paziente e un
peggioramento clinicamente rilevante deve portare alla rivalutazione del regime di trattamento.
Bambini e adolescenti
Questo medicinale non deve essere usato in bambini e adolescenti. La sicurezza e l'efficacia di
Elfabrio nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state ancora stabilite.
Altri medicinali e Elfabrio
Informi il medico se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro
medicinale.
Gravidanza e allattamento
Non deve usare Elfabrio se è in gravidanza in quanto non vi è esperienza con l'uso di Elfabrio in donne
in gravidanza. Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza chieda
consiglio al medico prima di ricevere questo medicinale.
Non è noto se Elfabrio sia escreto nel latte materno. Informi il medico se sta allattando o sta
pianificando di allattare. Il medico la aiuterà a decidere se interrompere l'allattamento o interrompere
la terapia con Elfabrio, tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il
beneficio di Elfabrio per lei.
Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
Elfabrio può causare capogiri o vertigini. Se avverte dei capogiri o delle vertigini o se ha uno
svenimento (sincope) il giorno del trattamento con Elfabrio, non guidi veicoli e non usi macchinari
finché non si sente meglio.
Elfabrio contiene sodio
Questo medicinale contiene 46 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino
da 10 mL. Questo equivale al 2% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un
adulto.
Questo medicinale contiene 11,5 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per
flaconcino da 2,5 mL. Questo equivale all’1% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata con
la dieta di un adulto.

3. Come viene somministrato Elfabrio

Questo medicinale deve essere usato solo sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento
della malattia di Fabry o di altre malattie simili e deve essere somministrato solo da un operatore
sanitario.
La dose raccomandata è di 1 mg/kg di peso corporeo, somministrata una volta ogni due settimane.
Il trattamento può anche essere somministrato alla dose di 2 mg/kg di peso corporeo ogni quattro
settimane ai pazienti stabili con un trattamento a base di ERT.
Il medico potrebbe consigliarle il trattamento a domicilio se soddisfa determinati criteri. Contatti il
medico se desidera il trattamento a domicilio.
Popolazioni speciali
Compromissione epatica
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica.
Compromissione renale
Non è necessario alcun adeguamento della dose in pazienti con compromissione renale. La funzione
renale deve essere valutata regolarmente durante il trattamento con Elfabrio.
La presenza di un danno renale esteso (eGFR <60 mL/min) può limitare la risposta renale alla terapia
enzimatica sostitutiva, forse a causa di variazioni patologiche irreversibili sottostanti. In tali casi, la
perdita della funzione renale resta all’interno dell’intervallo previsto di progressione naturale della
malattia. Si raccomanda una valutazione regolare delle variazioni del tasso di filtrazione glomerulare
stimato (eGFR) durante il trattamento con Elfabrio.
Legga le informazioni destinate agli operatori sanitari alla fine di questo foglio illustrativo.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone
li manifestino. La maggior parte degli effetti indesiderati si verifica durante o poco dopo l'infusione
("reazione correlata all'infusione", vedere paragrafo 2 "Avvertenze e precauzioni").
Durante il trattamento con Elfabrio, potrebbe manifestare una delle seguenti reazioni:
Effetti indesiderati gravi
Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

  • ipersensibilità e reazione allergica grave (i sintomi includono contrazione eccessiva e prolungata dei muscoli delle vie aeree che causa difficoltà respiratorie [broncospasmo], gonfiore di viso, bocca e gola, respiro sibilante, pressione sanguigna bassa, orticaria, difficoltà di deglutizione, eruzione cutanea, fiato corto, rossore, fastidio al torace, prurito, nausea, brividi, starnuti e congestione nasale)

Se si verificano questi effetti indesiderati, si rivolga immediatamente a un medico e interrompa
l'infusione. Il medico le darà un trattamento farmacologico, se necessario.
Altri effetti indesiderati includono
Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

  • reazioni correlate all'infusione
  • debolezza
  • nausea
  • eruzione cutanea
  • dolore addominale
  • capogiri
  • dolore
  • dolore al petto
  • mal di testa
  • dolore muscolare e articolare
  • sensazioni come intorpidimento, formicolio o punture di spilli (parestesia)
  • prurito
  • diarrea
  • vomito
  • brividi
  • arrossamento della pelle (eritema)
  • sensazione di giramento (vertigini), irritabilità o confusione
  • alterazione del normale ritmo del cuore
  • agitazione

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

  • tremore
  • pressione sanguigna alta (ipertensione)
  • broncospasmo (contrazione dei muscoli bronchiali, che causa l'ostruzione delle vie respiratorie) e difficoltà a respirare
  • irritazione della gola
  • tensione della gola
  • aumento della temperatura corporea
  • difficoltà a dormire (insonnia)
  • sindrome delle gambe senza riposo
  • danno ai nervi delle braccia e delle gambe che causa dolore o intorpidimento, bruciore e formicolio (neuropatia periferica)
  • dolore ai nervi (nevralgia)
  • sensazione di bruciore
  • svenimento (sincope)
  • rossore
  • malattia da reflusso gastroesofageo (in cui l'acido dello stomaco risale nell'esofago)
  • infiammazione del rivestimento dello stomaco (dispepsia)
  • indigestione
  • gas (flatulenza)
  • diminuzione della sudorazione (ipoidrosi)
  • malattia immunologica dei reni che causa un eccesso di proteine nelle urine e il malfunzionamento dei reni (glomerulonefrite membranoproliferativa)
  • malattia renale cronica
  • eccesso di proteine nelle urine (proteinuria)
  • danno ai tessuti quando il medicinale che viene normalmente infuso in una vena fuoriesce o viene infuso accidentalmente nel tessuto circostante (stravaso in sede di infusione)
  • gonfiore della parte inferiore delle gambe o delle mani (edema)
  • gonfiore delle braccia o delle gambe
  • malattia simil-influenzale
  • congestione nasale e starnuti
  • dolore in sede di infusione
  • aumento dell'acido urico nel sangue, aumento del rapporto proteine/creatinina nelle urine, globuli bianchi nelle urine, evidenziati da esami di laboratorio
  • aumento del peso
  • pressione sanguigna bassa (ipotensione)

Segnalazione degli effetti indesiderati
Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga
al medico. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di
segnalazione riportato nell' allegato V . Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire
maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Elfabrio

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull'etichetta e sulla scatola dopo
“EXP” / “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.
Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Dopo la diluizione, la soluzione diluita deve essere usata immediatamente. Se non viene usata
immediatamente, la soluzione diluita deve essere conservata per non più di 24 ore in frigorifero
(2 °C - 8 °C) o per non più di 8 ore a temperatura ambiente (inferiore a 25 °C).
Non usi questo medicinale se nota particolato o alterazioni del colore.
Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come
eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Elfabrio

  • Il principio attivo è pegunigalsidasi alfa. Ogni flaconcino contiene 20 mg di pegunigalsidasi alfa in 10 mL o 5 mg di pegunigalsidasi alfa in 2,5 mL (2 mg/mL).
  • Gli altri componenti sono: sodio citrato tribasico diidrato, acido citrico e sodio cloruro (vedere paragrafo 2 "Elfabrio contiene sodio").

Descrizione dell’aspetto di Elfabrio e contenuto della confezione
Soluzione trasparente e incolore in flaconcino di vetro trasparente con tappo in gomma e sigillato con
capsula di chiusura a strappo in alluminio.
Confezioni: 1, 5 o 10 flaconcini.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Via Palermo 26/A
43122 Parma
Italia
Produttore
Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Via San Leonardo 96
43122 Parma
Italia
Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare
dell’autorizzazione all’immissione in commercio:
België/Belgique/Belgien Lietuva
Chiesi sa/nv Chiesi Pharmaceuticals GmbH
Tél/Tel: + 32 (0)2 788 42 00 Tel: + 43 1 4073919
България Luxembourg/Luxemburg
ExCEEd Orphan Distribution d.o.o. Chiesi sa/nv
Тел.: +359 87 663 1858 Tél/Tel: + 32 (0)2 788 42 00
Česká republika Magyarország
Chiesi CZ s.r.o. ExCEEd Orphan Distribution d.o.o.
Tel: + 420 261221745 Tel.: +36 70 612 7768
Danmark Malta
Chiesi Pharma AB Chiesi Farmaceutici S.p.A.
Tlf: + 46 8 753 35 20 Tel: + 39 0521 2791
Deutschland Nederland
Chiesi GmbH Chiesi Pharmaceuticals B.V.
Tel: + 49 40 89724-0 Tel: + 31 88 501 64 00
Eesti Norge
Chiesi Pharmaceuticals GmbH Chiesi Pharma AB
Tel: + 43 1 4073919 Tlf: + 46 8 753 35 20
Ελλάδα Österreich
Chiesi Hellas AEBE Chiesi Pharmaceuticals GmbH
Τηλ: + 30 210 6179763 Tel: + 43 1 4073919
España Polska
Chiesi España, S.A.U. ExCEEd Orphan Distribution d.o.o.
Tel: + 34 934948000 Tel.: +48 799 090 131
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Tél: + 33 1 47688899 Tel: + 39 0521 2791
Hrvatska România
Chiesi Pharmaceuticals GmbH Chiesi Romania S.R.L.
Tel: + 43 1 4073919 Tel: + 40 212023642
Ireland Slovenija
Chiesi Farmaceutici S.p.A. CHIESI SLOVENIJA, d.o.o.
Tel: + 39 0521 2791 Tel: + 386-1-43 00 901
Ísland Slovenská republika
Chiesi Pharma AB Chiesi Slovakia s.r.o.
Sími: +46 8 753 35 20 Tel: + 421 259300060
Italia Suomi/Finland
Chiesi Italia S.p.A. Chiesi Pharma AB
Tel: + 39 0521 2791 Puh/Tel: +46 8 753 35 20
Κύπρος Sverige
Chiesi Farmaceutici S.p.A. Chiesi Pharma AB
Τηλ: + 39 0521 2791 Tel: +46 8 753 35 20
Latvija
Chiesi Pharmaceuticals GmbH
Tel: + 43 1 4073919
Altre fonti d’informazioni
Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea
per i medicinali, https://www.ema.europa.eu . Inoltre, sono riportati link ad altri siti web su malattie
rare e relativi trattamenti terapeutici.


Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Diluizione (usare una tecnica asettica)

  1. Determinare il numero totale di flaconcini necessari per l'infusione.
    Il numero di flaconcini necessari si basa sulla dose totale richiesta per ogni singolo paziente e
    richiede un calcolo della dose basata sul peso.
    Un esempio di calcolo della dose totale per un paziente di 80 kg a cui è stato prescritto 1 mg/kg
    è il seguente:
  • Peso del paziente (in kg) ÷ 2 = volume della dose (in mL)
  • Esempio: paziente di 80 kg ÷ 2 = 40 mL (volume da prelevare)
  • In questo esempio sono necessari 4 flaconcini da 10 mL (o 16 flaconcini da 2,5 mL).

Un esempio di calcolo della dose totale per un paziente di 80 kg a cui è stato prescritto 2 mg/kg
è il seguente:

  • Peso del paziente (in kg) = volume della dose (in mL)
  • Esempio: paziente di 80 kg = 80 mL (volume da prelevare)
  • In questo esempio sono necessari 8 flaconcini da 10 mL (o 32 flaconcini da 2,5 mL).
  1. Lasciare che il numero di flaconcini necessari raggiunga la temperatura ambiente prima della
    diluizione (circa 30 minuti).
    Ispezionare visivamente i flaconcini. Non usarli se la capsula di chiusura manca o è
    danneggiata. Non usarli se è presente materiale particolato o se il colore è cambiato.
    Non scuotere o agitare i flaconcini.
  2. Prelevare dalla sacca per infusione e smaltire un volume di soluzione per infusione di sodio
    cloruro 9 mg/mL (0,9%) pari al volume calcolato al passaggio 1.
  3. Prelevare il volume richiesto di soluzione di Elfabrio dai flaconcini e diluirlo con soluzione per
    infusione di sodio cloruro 9 mg/mL (0,9%) a un volume totale basato sul peso del paziente,
    specificato nella tabella seguente.
    Volume di infusione totale minimo per i pazienti in base al peso corporeo
Peso del pazienteVolume di infusione totale minimo
< 70 kg150 mL
70-100 kg250 mL
> 100 kg500 mL

Iniettare la soluzione di Elfabrio direttamente nella sacca per infusione.
NON iniettare nello spazio d'aria all'interno della sacca per infusione.
Capovolgere delicatamente la sacca per infusione per miscelare la soluzione, evitando di
scuoterla o agitarla vigorosamente.
La soluzione diluita deve essere somministrata usando un filtro in linea da 0,2 μm a basso
legame proteico.

Fonte dei dati: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Ultima verifica dei dati: 21 settembre 2026